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"Dobbiamo costruire un parito di popolo, radicato"

14 aprile 2008

Pubblicato in: Elezioni 2008

Allegati 1 -

di Luca Molinari

Annuncia che nel 2009 lascerà la guida del PD emiliano, assicura che non si candiderà a sindaco di Bologna, né a presidente della Regione e boccia la proposta di un PD del Nord lanciata l’altro giorno da Sergio Cofferati dalle pagine della Stampa. “Il PD è un partito federale su base regionale - scandisce - sui temi comuni, azione comune con le altre regioni del Nord”. È un Salvatore Caronna a tutto tondo quello che, a poco meno da una settimana dal voto, analizza gli esiti della competizione elettorale politica.

Segretario Caronna, Sergio Cofferati ha lanciato l’idea di un PD padano, un partito del Nord federato per meglio sfidare e battere la Lega Nord. Come valuta la proposta?
Noi abbiamo un partito che per statuto è già federato, è giusto lavorare per un partito di stampo federalista su una base territoriale che, per me, è la regione. Sui temi comuni, faremo azioni comuni con le altre regioni del Nord.

Il sindaco parla di un soggetto macroregionale, qualcosa di geograficamente più ampio...
Il partito del Nord, e in tutta Italia, non è un problema di formule organizzative, deve essere federale e non confederale. Non serve un coordinatore del Nord, serve che i nostri contenuti concorrano a formare la linea del partito e condizionino il governo. Dobbiamo costruire un partito di popolo, radicato. Che sappia porre temi e dare risposte. L’Emilia-Romagna in questa partita ha un ruolo fondamentale. Questa regione è il nord, anzi, è il futuro, fa parte di quell’area più dinamica del Paese che è stanca sia della demagogia di Bossi e Berlusconi, sia di chi non ha gli strumenti per affrontare in modo pragmatico gli eventi, ma si limita all’ideologia.

Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, afferma che l’Emilia non è nord...
L’Emilia è nord, è l’Europa. Fa parte di quel Nord dove alle ultime elezioni il PD è cresciuto e dove il PDl vince solo grazie alla Lega Nord.

In termini assoluti di voti in Emilia il PD è calato, mentre in tutto il resto del Nord è cresciuto...
Io guardo il dato percentuale, quello che tiene conto del saldo del corpo elettorale e questo dato parla di un PD in crescita in tutto il Nord.

Come immagina il rapporto tra il PD e il nuovo governo Berlusconi-Bossi?

Noi dobbiamo essere quelli che pretendono chiarezza: sicurezza? Più fondi per le forze dell’ordine. Opere pubbliche? Facciano pure il ponte sullo stretto di Messina perché sono alleati di Lombardo, ma prima si ricordino che vanno realizzate le opere pubbliche emiliane. Abolire l’Ici? D’accordo, ma assicurino che ci saranno ugualmente le risorse per far funzionare gli asili e i servizi comunali e locali. Dobbiamo fare così: andare all’attacco dei nostri avversari sul loro stesso terreno.

Il risultato elettorale ha premiato il PD. Ma alla vostra sinistra c’è quello che Maurizio Zamboni ha definito “un deserto”. È preoccupato per il flop della Sinistra Arcobaleno?

Auspico che ci sia un’evoluzione della sinistra radicale in un’ottica di cultura di governo. Spero non abbandonino l’orizzonte del governo.

Le prime reazioni vanno in tutt’altra direzione: Paolo Cento evoca le piazze, Masella e Diliberto pensano che la crisi si superi riprendendo fuori dall’armadio la falce e martello...

Spero che prevalga l’idea di maturare una cultura di governo. Li invito a guardare i voti delle amministrative dove l’Arcobaleno ha aumentato i consensi rispetto alle politiche proprio perché faceva parte di coalizioni che si candidavano a vincere. Se prevarrà la via che porta ad una cultura di governo, allora la porta per un accordo sarà sempre aperta. Noi siamo per stringere alleanze sui programmi: ci alleiamo con chi la pensa come noi.

Vale anche per l’Udc?
Sì. Penso che Casini debba decidere se riallinearsi con il centrodestra o sperimentare nuove strade. In tal caso la pregiudiziale è il programma.

La destra a Bologna perde e si divide. Non basta l’effetto Lega: Salizzoni, Corticelli, Guazzaloca... L’elenco degli aspiranti sindaci è lungo...

Rispettiamo la loro discussione, ma a tutti dico di non aver né supponenza, né spocchia. Non abbiamo già vinto, chi facesse l’equazione voto politico-voto amministrativo sbaglierebbe. Dobbiamo lavorare ed essere umili. Il nostro obiettivo è allargare il campo del riformismo sia a sinistra, sia nei settori moderati della pubblica opinione.

Nel 2009 si vota per il Comune. Nel 2010 per la Regione. A quale delle due cariche si candiderà Salvatore Caronna?
A nessuna delle due. Ed è sicuro che non mi ricandiderò alla scadenza del mandato (fine 2009, ndr) alla segreteria del partito.

Allora cosa farà “da grande”?
Sono già grande...

Non ha risposto alla domanda...
(Ride).


intervista pubblicata su “Il Domani" di Bologna di sabato 19 aprile 2008


TAGS:
elezioni 2008 |  salvatore caronna |  intervista |  il domani | 

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