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Il lavoro: l'identità del PD

1 aprile 2008

Pubblicato in: Iniziative pubbliche

"C'è bisogno di un grande, nuovo patto sociale in Italia". Usa queste parole Walter Veltroni nell'aprire il suo intervento alla Conferenza Operaia del Pd, tenutasi a Brescia sabato 29 marzo scorso. "La priorità", ha ribadito il candidato premier, "è far tornare a crescere l'Italia", sia sotto il profilo economico sia sotto quello sociale perché "aumentare i salari e gli stipendi è la prima emergenza nazionale". "La sfida va affrontata in tempi brevi" ha proseguito Veltroni, per questo, il Pd già da tempo si sta occupando di questi temi. In questo caso lo slogan del Pd, da si può fare viene traslato in un "lo stiamo facendo" perché, ha concluso il segretario "questo è un partito nuovo, un grande partito del lavoro".

Moltissime le personalità che hanno preceduto Walter Veltroni sul palco del PalaBrescia: da Tiziano Treu, Presidente della Commissione Lavoro del Senato ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e poi, il Ministro del lavoro Cesare Damiano, il suo corrispettivo spagnolo, Jesus Caldera e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta.

"I lavori si sono svolti in un clima di grande partecipazione e tensione morale" ha precisato Natalia Maramotti, responsabile lavoro del PD Emilia-Romagna, a dimostrazione della consapevolezza da parte di tutti di stare affrontando un tema delicato e con profonde implicazioni sociali per restiture dignità e potere d'acquisto a tutti i lavoratori del settore manifatturiero (che secondo una recente ricerca della Fiom, guadagnano in media 1070€ al mese).

Ma non è soltanto la questione dei salari a richiedere un'immediata attenzione. Tiziano Treu ha infatti insistito sulla "necessità di garantire agli operai un continuo apprendimento ed accrescimento professionale", questo perché solo con alto livello medio di istruzione dei lavoratori sarà possibile rilanciare la competitività del Paese e "promuovere una vera mobilità sociale, garantendo a tutti le stesse possibilità".

Il Ministro Cesare Damiano si è concentrato sul tema della sicurezza, ribadendo il "buon lavoro" fatto dal governo Prodi nel combattere il lavoro nero. "Grazie alle nuove norme introdotte, nel solo settore edilizio (quello con la maggiore incidenza di infortuni, ndr) sono state chiuse oltre 3mila aziende che operavano nell'illegalità". Il 40% di queste si è regolarizzato ed ha riaperto, facendo riemergere dal sommerso ben 225mila lavoratori. "Ed è da qui", ha concluso Damiano, "che si deve partire per costruire quella civiltà del lavoro che sappia valorizzare e tutelare la dignità umana".

"I trentenni come motore della società".Questo lo slogan proposto da Enrico Letta, che ha insistito sull'importanza di restituire ad intere generazioni di giovani il ruolo che spetta loro all'interno del nostro Paese. E il modo di farlo non può che essere "la stabilizzazione del lavoro precario e l'adozione di un compenso minimo garantito per legge".

Idee in piena sintonia con quelle del mondo sindacale, presente a Brescia con i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Di "dignità sociale" ha infatti parlato Guglielmo Epifani per il quale "la politica deve riacquistare una centralità nel mondo del lavoro", e solamente attraverso "un nuovo patto sociale si potrà garantire una ripresa effettiva del nostro Paese". Dello stesso avviso anche Luigi Angeletti, che ha anche sollevato, in seconda battuta, il tema dei dipendenti pubblici, auspicando "una riqualificazione in questo settore che premi merito e produttività". Da Raffaele Bonanni, infine, è giunta la proposta di detassare, così come avviene in molti altri Paesi europei, il secondo livello di contrattazione al fine di "migliorare la produttività e ridistribuire la ricchezza".

Ampio spazio è stato riservato al Ministro del lavoro spagnolo Jesus Caldera il quale, dopo aver tracciato un parallelo tra la situazione spagnola e quella italiana, ha concluso dicendo che "tra le infrastrutture che un Paese deve realizzare, tra le strade, i ponti e le ferrovie che vanno costruiti non si può dimenticare che la più importante e solida ferrovia è il dialogo sociale".


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