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«I fortini? Non esistono più Giocheremo colpo su colpo»

25 agosto 2022


Il segretario pd: non guardo i sondaggi. Si parte dallo zero a zero, niente sconfittismo. Intervista al segretario del Pd regionale Luigi Tosiani, pubblicata da Il Corriere di Bologna giovedì 25 agosto.

Segretario Luigi Tosiani, a un mese esatto dalle elezioni il segretario nazionale del Pd Enrico Letta domani (oggi per chi legge, ndr.) sarà in Emilia-Romagna per inaugurare le Feste di Bologna e Modena. La campagna elettorale inizia per davvero. Che sfida sarà?
«Molto intensa. Il tempo è molto compresso, sarà una campagna elettorale da combattere corpo a corpo. Il Pd e il centrosinistra se la giocheranno fino in fondo. Sono molto convinto che, come dice bene Letta, “nessun destino è già scritto”. Credo che la campagna elettorale possa incidere molto sul voto visto il numero degli indecisi, la mobilitazione che si riuscirà a creare territorio per territorio contribuirà in modo determinante al risultato».

Un tempo l’Emilia-Romanga era il granaio di voti del partito. Oggi, come ha detto il politologo Marco Valbruzzi, fatta eccezione per Bologna la partita è aperta praticamente ovunque. Anche l’ultimo sondaggio di BiDiMedia dipinge un pareggio nelle intenzioni di voto tra centrosinistra e centrodestra. Rimpiange il passato quando marciavate verso le urne più sereni?
«È già tanto tempo che non possiamo considerare nessun territorio come un fortino inespugnabile dove si vince a prescindere. Ogni partita va giocata dallo zero a zero. Se avessi dovuto guardare i sondaggi avremmo perso la Regione e in molte città andate al voto negli ultimi due anni non avremmo vinto com’è accaduto quasi ovunque. Il Pd dell’Emilia-Romagna combatterà senza guardare i sondaggi, ma con le idee e le proposte in campo, in ogni singolo collegio e Comune senza la presunzione di partire in vantaggio, ma anche senza sconfittismo».

Crede anche lei che l’alleanza tra Azione e Italia viva lungo la via Emilia prenderà voti soprattutto nel bacino del centrosinistra, «danneggiando» il Pd?
«Intanto credo che il segretario Letta abbia fatto bene a provare fino in fondo a costruire alleanze larghe come quelle che governano in tanti territori, come nella nostra Regione e in molte amministrazioni comunali. Non tutti hanno voluto stare dentro la sfida di una grande alleanza democratica e progressista, credo che questo porterà in questo ultimo mese a una sfida che vedrà due modelli: una destra con chiare spinte sovraniste e, dall’altra parte, un centrosinistra con le sue idee, i suoi valori e la sua credibilità. Saranno queste due proposte che, in ogni collegio, potranno giocarsi la vittoria. Ci batteremo fino alla fine».

In collegi uninominali importanti, penso a Modena o all’Imolese, avete dovuto lasciare spazio a candidati di coalizione dal profilo nazionale, anche al prezzo di escludere deputati dem uscenti del territorio, come Giuditta Pini. Non teme i maldipancia della base alle urne?
«Sul tema voglio dire solo questo: sono molto soddisfatto delle liste presentate in Emilia-Romagna e lo dico consapevole delle difficolta che ci sono state, anche per la riduzione del numero dei parlamentari. Quando si costruisce una coalizione però si deve avere generosità, sono certo che i collegi che abbiamo condiviso con gli alleati verranno interpretati con uno spirito di presenza sul territorio che sarà prima e dopo il voto. Ci tengo a ricordare che nelle prime posizioni di ogni listino ci sono candidate e candidati espressi dall’Emilia-Romagna: è stato possibile anche perché qui il Pd ha ancora dirigenti e segretari che antepongono al proprio destino personale quello della comunità che rappresentano. In questa tornata non ci sono segretari di partito candidati, una generosità di cui sono orgoglioso».

A Bologna non sono mancati i maldipancia dei circoli sulla ricandidatura di Pier Ferdinando Casini. Letta ha confermato la scelta fatta 5 anni fa da Renzi, per lei era la scelta migliore?
«È una scelta che il segretario ha spiegato con termini molto chiari rispetto al senso più nazionale di una sfida che non riguarda solo Bologna. Bene ha fatto chi aveva idee diverse a esprimerle, ma adesso siamo tutti in campo per sostenere i nostri candidati a prescindere che siano iscritti o meno al Pd».

Il silenziatore della par condicio sulla Festa dell’Unità al Parco Nord, a partire dalla scomparsa delle bandiere, è un problema?
«In tutta la regione le Feste saranno il grande motore della campagna elettorale. Sono organizzate e promosse dal Pd, grazie a straordinari volontari, ma sono Feste di tutti. Non verranno meno le nostre idee e i nostri valori, l’anima e il cuore delle Feste non verranno scalfiti minimamente da un doveroso rispetto delle regole».
 
Di  Francesco Rosano - Il Corriere di Bologna, giovedì 25 agosto 2022


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