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“Che esplosione di felicità Ora il Pd è attrattivo e unito con coalizioni vere come l'Ulivo”

28 giugno 2022

Pubblicato in: Interviste

Intervista al segretario del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna Luigi Tosiani pubblicata da La Repubblica edizione di Bologna il 28 giugno 2022

Il segretrario regionale Luigi Tosiani è andato a letto alle 5. Prima la festa a Parma con Michele Guerra e poi giù in autostrada per arrivare a Piacenza da Katia Tarasconi. «Ho dormito tre ore. E stamattina ero in Comune per ricordare Ustica». Intanto fa i conti di una vittoria a coalizioni variabili, ottenuta con candidati scelti senza primarie: «Sono uno strumento - dice - ma non un mantra. In questo caso abbiamo scelto bene anche senza».

Tosiani, lei è stato eletto da poco, eppure l’Emilia-Romagna fa un cappotto. Quattro vittorie su quattro nei Comuni più grandi. C’è una vittoria alla quale tiene di più?
«Sono state tutte emozionanti, ognuna a modo suo. Tutte hanno avuto un tratto umano importante. E rispetto a questo devo dire che la vittoria di Katia a Piacenza è stata davvero una esplosione di felicità. Per la sua storia, per la disgrazia che l’ha colpita, è stata importante. Subito dopo la morte di suo figlio Kristopher le avevo chiesto di fare la presidente del Pd regionale, vederla sindaca mi ha emozionato tanto».

Avete candidato tre donne su quattro. E le avete impiegate nelle sfide più difficili. Perché le donne sono più brave o perché in quelle piazze era facile perdere?
«Perché erano le migliori. E ho avuto ragione su questo. Sono tre donne molto diverse, per storia e per età, ma tutte si sono messe pancia a terra con passione. Parte del segreto di questa vittoria è stato proprio questo: trovare candidate e candidati di qualità».

E con coalizioni larghe, ma variabili. A Parma vi siete alleati non con il M5S ma con i fuoriusciti del M5S. Avete detto che Parma è un laboratorio: vuol dire che alle politiche è meglio allearsi con Luigi Di Maio che con Conte?
«Parma è una città particolare.Spesso ha anticipato tendenze. È accaduto con i 5 Stelle, ma anche prima, col fenomeno del civismo di Elvio Ubaldi. Io credo che quello che ha contato davvero a Parma sia stato il progetto. Un progetto di valore, con idee e proposte forti, attorno al quale creare una alleanza. Esattamente come fu l’Ulivo».

Alle Politiche che significa? Conte o Di Maio? Oppure Calenda e Renzi, che hanno appoggiato la Tarasconi a Piacenza? Il Pd su tanti temi, dalla guerra all’economia, sembra più vicino ai moderati.
«Ripeto, se ragioniamo in questo modo la coperta sarà sempre troppo corta. Tocca al Pd, che si è dimostrato il vero baricentro dell’alleanza, fare proposte di valore, credibili, e forti. Io dico: lavoro, transizione ecologica, diritti, sanità pubblica. Attorno a queste si costruisce con chi ci sta. Consapevoli che la battaglia delle Politiche sarà come questi ballottaggi: o di qua o di là. O noi o una destra populista come quella di Giorgia Meloni».

Come ha detto Matteo Lepore.
«Certamente».

C’è un neo su questa vittoria: ha votato solo il 39% degli elettori. Colpa del caldo o c’è dell’altro?
«Quello dell’astensione è un tema che interroga tutte le forze politiche. Credo stavolta l’astensione abbia colpito di più il centrodestra, ma non è motivo di gioia, perché la scarsa partecipazione è una sconfitta collettiva. Comunque è un tema che deve tenerci all’erta, ed è anche il motivo per cui dico che va bene festeggiare, ieri oggi e magari anche domani, ma poi dobbiamo rimetterci al lavoro. Restare umili e uniti. Per la prima volta in queste elezioni il Pd si è presentato molto unito al voto, e questo ha pagato».

Ora va in vacanza?
«No, ora cominciano le feste dell’Unità in tutta la regione. Poi sarà la volta dei Sassoli Camp, i luoghi dove Letta vuole fare sintesi sulle Agorà, e poi il via alla campagna delle politiche. Lavoro, non vacanze».

di Silvia Bignami - La Repubblica edizione di Bologna, 28 giugno 2022

 



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