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Musica indipendente: il programma del PD

21 febbraio 2013

Pubblicato in: Elezioni 2013

"Il programma sulla cultura del Partito Democratico, presentato da Matteo Orfini e Pierluigi Bersani, ha questa volta, tra le tante novità, quella  relativa al settore della "musica indipendente", uno dei settori cruciali dell'innovazione creativa del nostro paese e del made in Italy della nostra musica" sottolinea Stefano Bonaccini, Segretario del PD Emilia-Romagna.

"Un settore attivo, tra i pilastri della nuova cultura del nostro Paese, che non puo' essere piu' considerato figlio di un Dio minore, ma parte integrante di un sistema che deve crescere nella sua entita' di servizio, di ricchezza identitaria, di industria culturale. In questi termini anche la nostra Regione, in testa tra le regioni che maggiormente investono nelle nuove musiche legate alle nuove generazioni, dovrà ancor più  consolidare il sostegno ai progetti di musica e cultura indipendente presenti sul nostro territorio valorizzando così ulteriormente i tantissimi talenti, vecchi e nuovi, e mettendo in sinergia le grandi piattaforme di grandi eventi con i nostri nuovi talenti", conclude Stefano Bonaccini.  


Ecco il punto sulla Musica Indipendente presente nel Programma sulla Cultura del Partito Democratico:

"Occorre finalmente attuare per il settore della musica indipendente provvedimenti adeguati, come politiche fiscali omogenee ed attente anche ad incentivare gli investimenti privati.
Per valorizzare e promuovere le produzioni musicali italiane, sarebbe utile prevedere delle quote di programmazione obbligatorie per i network televisivi e radiofonici. E per sostenere i giovani talenti, linnovazione, la sperimentazione di nuovi linguaggi, linternazionalizzazione, la funzione sociale, il settore pubblico deve investire in misure di sostegno specifiche per la musica indipendente, sia attraverso interventi di carattere finanziario che attivando politiche industriali.
E fondamentale intervenire in modo incisivo anche dal lato della diffusione delle produzioni e dell'allargamento del bacino dei fruitori e della domanda. L'allargamento e la crescita della domanda, infatti, sono un presupposto imprescindibile per lo sviluppo di unindustria musicale indipendente e autonoma; per questo abbiamo bisogno di investire sulla formazione di nuovi pubblici e di fruitori consapevoli, a partire dallimpegno e dal ruolo del nostro sistema educativo.
Ma non solo. Servono anche misure che sostengano i consumi, in particolare per favorire laccesso di tutti ai contenuti: ad esempio si discute da molti anni dell'abbattimento dell'aliquota IVA dal 21 a 4 per cento per i supporti musicali e audiovisivi (CD e DVD). Ƞun tema che, essendo materia comunitaria e' necessario che sia affrontato seriamente dai paesi membri dellUE. Abbiamo bisogno di una riforma che focalizzi le funzioni dei soggetti in campo e ne valorizzi l'identita' culturale, partendo dalle loro missioni specifiche: produttori, produttori e diffusori, promotori e distributori. Sapendo che non può esserci riforma che non sia adeguatamente finanziata, la parte pubblica deve investire in questo settore, mettendo a disposizione del sistema risorse certe, programmate e adeguate ai suoi bisogni di sviluppo.
Sul fronte della fruizione e dell'educazione alla musica, e' fondamentale intervenire per favorire la possibilità per questi soggetti di esibirsi in luoghi adatti. E lo Stato deve avere cura di sostenere il distributore e l'operatore che accetta la sfida di rischiare programmando concerti di giovani musicisti indipendenti, piuttosto che grandi nomi. La musica indipendente non può essere considerata figlia di un Dio minore, ma parte integrante di un sistema che deve crescere nella sua entita' di servizio, di ricchezza identitaria, di industria culturale"


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