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Il commento di Sergio Funelli al dibattito sulla Tassa di soggiorno

3 febbraio 2011

Pubblicato in: Dichiarazioni

E’ ormai quasi un mese che si dibatte sulla “Tassa di soggiorno”. Questa volta lo si deve alla discussione sul Federalismo. Già qui una prima contraddizione: questo Federalismo, che Lega e PdL dipingono come l’innovazione delle innovazioni, finisce per partorire/riesumare strumenti vetusti come la Tassa di Soggiorno e l’addizionale IRPEF.
Da tempo il PD, sia Nazionale sia Regionale, chiede con forza un Piano Nazionale per il Turismo evidenziando che per il Bel Paese questo può essere un' investimento strategico e competitivo al pari degli investimenti sulla formazione e sulla ricerca. Oltre ad altre cose, il PD ha proposto di allineare l’IVA sui prodotti turistici a quella degli altri Paesi Europei, oppure in alternativa, di riconoscere ai Comuni turistici quel surplus di IVA che, ricordiamolo, sono già i turisti a pagare.
Invece, con il Federalismo innovativo che ci viene proposto, qualsiasi cittadino che decide di essere turista in Italia continuerà a pagare un surplus d’IVA (a disposizione di Roma ladrona) e in più potrebbe trovarsi a pagare l’innovativa Tassa di soggiorno. Sarebbe difficile fare peggio per la competitività del turismo diverso dalle Città d’Arte.
Mi permetto inoltre di segnalare l’accanimento di PdL e Lega nei confronti dei distretti turistici sia balneari che montani. Difatti, appena è emerso che tali distretti avrebbero potuto avere un beneficio dall’imposta sugli immobili, (IMU), a differenza del maleficio del surplus IVA, si è pensato subito di “sterilizzarlo”. Come se la presenza di un patrimonio immobiliare turistico non portasse con se cittadini (ancorché temporanei) con la conseguente necessità di erogare da parte degli EE. LL. servizi di tipo sociale, sanitario, di mobilità, di infrastrutturazione, di promozione economica.
Ora, nel dibattito di cui sopra, c’è qualche esponente di PdL e Lega locali che, temprato nella difesa dell’indifendibile viste le cronache di questi giorni, ha trovato l’uovo di Colombo: “basta che i Comuni non la applichino”. Diversamente i nostri imprenditori turistici, che sanno vedere lontano, stanno chiedendo al Governo di togliere la Tassa di Soggiorno. Sanno bene che il nostro turismo ha bisogno di investimenti, come sanno bene che l’attuale gettito fiscale–tributario prodotto dal turismo non garantisce risorse adeguate agli investimenti necessari. Hanno ben presente che, se resta la Tassa di soggiorno, essa ha altissime probabilità di essere applicata. Anche perchè sanno che l’alternativa di un innalzamento dell’addizionale IRPEF da parte dei Comuni, soprattutto quelli turistici, esaspererebbe ancora di più quella frizione fiscale tra redditi da lavoro-pensione e redditi d’impresa che tante volte ha riempito le pagine dei nostri giornali.
Ancora una volta l’azione di questo Governo, soprattutto per quanto riguarda il turismo, è fatta di parole vuote e fichi secchi. L’unica devolution a favore degli Enti e delle Comunità Locali, che PdL e Lega sanno garantire quando sono a Roma sui banchi del Parlamento è quella dei problemi, delle tensioni mai delle soluzioni.

Sergio Funelli, Responsabile Turismo PD ER


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