
Una candidatura che parte dal basso, "dai poteri deboli". Introduce così il suo programma
Mariangela Bastico, la senatrice del PD che il
25 ottobre prossimo concorrerà con Stefano Bonaccini e Thomas Casadei per l'elezione a segretario del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna. E i poteri deboli a cui si riferisce sono "
le donne,
i giovani e
gli anziani", un patrimonio, una risorsa che però "oggi non trova il proprio ruolo e la propria rappresentanza né nella società né all'interno del PD". Ma il loro contributo sarebbe determinante, assicura la senatrice, perché costituirebbe una nuova prospettiva, un "nuovo angolo da cui affrontare la crisi economica e sociale in cui è sprofondata l'Italia". Liberare queste energie, proprio a partire dalle donne, al di là delle quote rosa ma alla ricerca di una vera "democrazia paritaria", un tema sul quale Bastico ha lavorato anche per la stesura della mozione proposta a livello nazionale da Dario Franceschini.
E proseguendo la presentazione del proprio programma, Mariangela Bastico introduce altri due macro temi che "non possono essere tralasciati", il
welfare e l'
ambiente. Il primo, "capace di un universalismo che sappia avvalersi della collaborazione tra pubblico e privato", tra istituzioni e associazionismo del terzo settore, per creare una "solidarietà diffusa", mai cosi necessaria come in questo momento, e un "welfare comuntario". Il secondo, inquadrato non soltanto come bene da difendere ma come risorsa da valorizzare, come base per la costruzione di un volano economico che sappia coniugare tutela e sviluppo.
Queste dunque le proposte di Mariangela Bastico per un
congresso che, per la senatrice, "rappresenta l'ultima occasione che i nostri elettori ci concedono". Una assise dalla quale uscirà un vincitore - "ma il risultato non è scontato" assicura - ma che dovrà sopratutto coincidere con la fine di particolarismo e contrasti che hanno minato il PD fin dalla sua nascita. Spazio quindi "all'
ascolto e alla
partecipazione con un'attitudine meno autoreferenziale", nella consapevolezza che dal 26 di ottobre "dovremo lavorare tutti insieme". Per il bene del PD, certo, ma sopratutto per quello dei cittadini, mettendosi al servizio della comunità, con la voglia e il coraggio di essere protagonisti e di fare delle scelte. Recuperando, insomma, la passione di fare politica.