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Direzione PD. L'intervento di Paolo Calvano

9 maggio 2016

Pubblicato in: Dichiarazioni

Il segretario Calvano è intervenuto nel corso della Direzione Nazionale del Partito Democratico di lunedì 9 maggio 2016. Tra i temi toccati: la campagna per il Referendum Costituzionale, la classe dirigente del PD e il principio di garanzia.

REFERENDUM COSTITUZIONALE E ANPI
Voglio aprire il mio intervento mettendo sul tavolo la tessera dell’ANPI. Sono iscritto da lungo tempo e non ho intenzione di polemizzare con la mia associazione per la decisione di fare campagna per il “No” al Referendum,  perché è l’associazione nella quale proprio in virtù di quella tessera ho avuto l’opportunità di partecipare ad un congresso in cui sono andato a spiegare le mie ragioni per il “Sì”. Ci sono andato non con un intento provocatorio benché l’ANPI abbia deciso di sostenere il “No” alla riforma in una riunione del direttivo nazionale del tutto legittima ma  senza una discussione dal basso. Ne prendo atto ma non è una decisione della base dell’ANPI. Nella base ci sarà chi dirà no e chi dirà si come me.

1000 COMITATI PER IL “Sì” IN ER
Non avrei mai pensato di avere la fortuna che hanno avuto i padri costituenti, cioè discutere il futuro della nostra Carta Costituzionale. Lo stiamo facendo e lo faremo in questi mesi, con una bellissima campagna, cercando anche di divertirci. La scorsa settimana ci siamo riuniti con tutti i segretari provinciali del PD e abbiamo deciso insieme di costituire 1000 comitati per il “sì” al Referendum costituzionale in Emilia-Romagna partendo dai nostri oltre 600 circoli e aprendoci alla società. E abbiamo anche stabilito che le nostre Feste dell’Unità, quest’estate, saranno dedicate a raccontare la riforma, la nostra riforma, perché il PD l’ha portata avanti in modo unitario, migliorandola con tutti i passaggi necessari. Non ci interessa cosa abbiamo votato al congresso.

CLASSE DIRIGENTE
La nostra classe dirigente è fatta di sindaci, consiglieri regionali e parlamentari che si impegnano tutti i giorni dalla mattina alla sera. Dobbiamo lavorare con la schiena dritta e sforzarci di spiegare meglio ai cittadini cosa stiamo facendo per cambiare questo Paese.

GARANZIA
Per me essere garantista significa da un lato non considerare colpevoli a prescindere le persone che sono coinvolte in un’inchiesta, dall'altro fornire alla magistratura tutti gli strumenti indispensabili per poter svolgere appieno il proprio compito, che è quello di verificare la legittimità' dei comportamenti. Ai cittadini il compito di fare invece le valutazioni di merito. La distinzione dei due campi e' un'ulteriore garanzia per tutti, dai magistrati ai cittadini.



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