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Contro la violenza alle donne servono impegni e risorse

14 dicembre 2015

Pubblicato in: Attualità

Gli attentati di Parigi, hanno destato in noi un’ondata di orrore e rabbia, compassione e solidarietà. Le vittime sono state 129 e hanno prodotto subito delle reazioni di ferma condanna e di azione immediata contro il terrorismo.

Sappiamo che è un accostamento azzardato ma anche in Italia noi abbiamo ogni anno le nostre vittime, non del terrorismo, ma della violenza. Solo nel 2015 sono state ben 152, più delle vittime degli attentati di Parigi. Dal 2012 ad oggi sono ben 527 di cui 35 nella nostra regione. Una carneficina. Eppure sono morti che non generano lo stesso sdegno e la stessa volontà di mettere in campo le azioni di contrasto opportune che sono scaturite dopo la stage di Parigi. Perché? Ci sono morti che pesano più di altre? O quelle delle donne uccise nel silenzio della propria abitazione non sono un emergenza del nostro Paese ma solo un fatto privato?

Quanto il problema della violenza sia ben lontano dall’essere risolto risuona evidente nelle parole di Rosanna Lau, delegata del sindaco di Civitavecchia e consigliera M5s, che su Alessia della Pia, donna uccisa dal compagno a Parma, afferma in un post pubblico su facebook che la donna "Se l'è cercata"!

Domani ci apprestiamo a celebrare il funerale di Alessia, il sesto in ER dall’inizio dell’anno. Alessia della Pia di 39 anni di Parma è stata picchiata e assassinata dal compagno.

Come Conferenza delle donne del PD dell’Emilia Romagna vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza alla famiglia a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio in un momento così difficile.

Abbiamo però un compito che è quello di fermare questa mattanza ed è quello che per quanto ci compete continueremo a fare.

Occorre dare risposte innovative e più diffuse come richiesto dalle 12mila persone che avevano sottoscritto la nostra Proposta di Legge di iniziativa popolare contro la violenza sulle donne confluito nella legge quadro per la parità approvata a luglio 2O14. Quelle cittadine e quei cittadini chiedevano di rafforzare i servizi già presenti sul territorio e di implementare progetti di accompagnamento delle donne vittime di violenza per uscire dalla logica della esclusiva riduzione del danno ed imboccare con più decisione quella della prevenzione: servizi di protezione ma anche interventi educativi e culturali per scardinare stereotipi e pregiudizi che alimentano la violenza sulle donne.

La legge è stata approvata e adesso bisogna darle gambe. Bisogna mettere a disposizione di quella legge le risorse sufficienti per farla funzionare e per renderla efficace. Una buona legge senza le risorse adeguate non ci serve.

Per questo motivo abbiamo chiesto ad aprile e lo faremo nel prossimo incontro che avremo a dicembre con l’assessore regionale Emma Petitti un impegno economico certo ed adeguato così come è stato fatto per altri provvedimenti, come quello dello sport per esempio.

Siamo sicure che la nostra Regione e i suoi rappresentanti istituzionali che sono sempre stati pionieri di buone politiche sapranno anche in questo caso dare il loro contributo. Ieri il premier, Matteo Renzi, chiudendo la Leopolda ha detto che non basta pensare alla sicurezza ed ad un incremento della presenza militare ma che ad ogni centesimo investito in sicurezza occorre affiancare un euro investito in cultura. Come Conferenza siamo pienamente d'accordo su questo ragionamento e per questo pensiamo che lo stesso debba valere per la violenza.  Perché questo avvenga noi con la legge abbiamo cercato di mettere a disposizione lo strumento la Regione deve fare uno sforzo straordinario per mettere a disposizione le adeguate risorse economiche!


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