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Bonaccini: "Con Errani si chiude un'epoca. Io per il dopo? non escludo nulla"

6 giugno 2014

Pubblicato in: Interviste

Domenica ci sono i ballottaggi delle amministrative. La partita più importante è quella di Modena, la sua città dove Giovanardi sta con il candidato di Grillo. Come la vede?
«Sono convinto spiega il segretario regionale PD, Stefano Bonaccini e responsabile enti locali nella segreteria di Renzi che vinceremo. Nei ballottaggi si parte sempre da zero a zero, ma essere arrivati al 49.7% indica che la vittoria era a portata di mano. Ci fosse stata la capacità di tenere assieme il centrosinistra, che ha raccolto il 7%, la partita sarebbe stata chiusa al primo turno. Il fatto stesso che Fratelli d'Italia, la Lega e Giovanardi sostengano il candidato M5s dà il senso di una candidatura tutta "contro" e non "per". I modenesi non sceglieranno l'avventura grillina, come accaduto a Parma, ma dopo il voto Muzzarelli dovrà davvero rinnovare parecchio per far ripartire Modena».

Ci sono altre partite importanti: Sassuolo, Fidenza e Molinella per citarne alcune. Qual è il vostro obiettivo?

Io avevo posto come nostro obiettivo massimo la riconferma nei cinque capoluoghi e la riconquista di Sassuolo e Fidenza. È un risultato davvero a portata di mano e, mi lasci dire, sarebbe una straordinaria soddisfazione. In questi anni avrebbero dovuto travolgerci prima la Lega, poi il M5stelle e invece siamo qui in ottima salute».

Come ha preso Renzi i risultati dell'Emilia-Romagna? Qual è il risultato che lei considera più importante?
«Matteo era molto soddisfatto, peraltro tutti sappiamo che gran parte del risultato è merito suo. Ma non abbiamo festeggiato neanche un minuto, c'è molto da lavorare e non bisogna deludere chi ci ha dato credito. La cosa più importante? Il voto ai sindaci nei Comuni dei terremoto, la più bella soddisfazione. La comunità ha riconosciuto lo straordinario lavoro che hanno fatto insieme ad Errani in condizioni tragiche».

Renzi l'ha presa in giro perché dice che gli portava i risultati di Budrio. Ci spiega meglio cosa voleva dire?
«A Budrio non si votava, Renzi ha citato il primo comune emiliano che gli veniva in mente, per prendermi in giro perché in queste settimane l'ho assillato con migliaia di dati, sondaggi o previsioni non solo di grandi città ma anche di tanti piccoli centri. Non va mai lasciato nulla d'intentato».

Grillo ha perso le elezioni ma ieri dopo gli arresti di Venezia ha coniato lo slogan "Vinceremo poi ma arrestano voi". Non è che quello che sta accadendo influirà pesantemente sui ballottaggi? E comunque cosa si deve fare per cambiare verso anche sulla legalità»?
«Grillo ha subito un duro colpo perché la protesta fine a se stessa non ha pagato. Ma rimane una forza considerevole. L'antidoto per sconfiggerlo definitivamente è cambiare da cima a fondo questo Paese e farlo funzionare, in primo luogo tornando a creare lavoro. E, alla luce degli scandali di questi giorni, riportando il rigore morale come precondizione per l'impegno politico».

Nelle prossime settimane devono essere formalizzate le candidature per il PD regionale dopo che lei ha annunciato di non volersi ricandidare. Da tempo si dice che farà il tifo per Paolo Calvano, è così?
«Che io stimi Paolo è risaputo, ma abbiamo anche altre donne e uomini che sarebbero all'altezza del ruolo. Lo stesso Mumolo, che ha già annunciato la sua candidatura, sta facendo un ottimo lavoro in regione. Dopo il voto non mancherò di dire mia opinione».

Cosa succede dopo la fine del mandato Errani?
«Si chiude un lungo ciclo di governo. E ne dovremo aprire un altro. Che necessariamente vedrà una nuova classe dirigente proporsi alla guida della regione, con l'obiettivo di farla competere con i territori più avanzati».

Lei è in campo per la successione o se ne starà a Roma al partito? E che pensa di Richetti e Manca possibili candidati?
«Sarò sempre grato a Renzi per l' opportunità che mi ha dato. Dopo il voto valuterò e valuteremo dove io possa essere più utile. Non escludo nulla. Manca e Richetti sono eccellenti proposte, seppur con caratteristiche differenti.

Intervista di Olivio Romanini - Il Corriere di Bologna, venerdì 6 giugno




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