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Elezioni del 25 maggio. Macciantelli: “al centro le comunità per una grande mobilitazione dal basso in mezzo alla gente”

7 maggio 2014

Pubblicato in: Dichiarazioni

Il prossimo 25 maggio, nella nostra regione, va al voto l’80% dei Comuni insieme a 5 città come Cesena, Ferrara, Forlì, Modena e Reggio Emilia. Siamo nel tempo della velocità. Negli ultimi anni, con la crisi, è cambiato il mondo. La sfida, oggi, è il governo della crisi. Le risposte che si danno a sofferenza sociale e rancore verso la politica. Quale proposta di governo si mette in campo, quali legami sociali, quale idea di comunità. Negli ultimi mesi in Emilia-Romagna si è lavorato per dare il senso di un nuovo cantiere del centrosinistra, unendo ciò che di buono è stato fatto con le idee per il futuro.

Al centro, la comunità. Forze politiche, ma anche molto civismo. Poi un’idea di coalizione come capacità di rappresentare più voci. Se si guarda al complesso dei Comuni che vanno al voto, si vede che, per quanto in modo differenziato, il centrosinistra c’è, in alcuni casi anche in modo particolarmente largo. Sapendo che non bastano le ragioni della politica, non basta la buona amministrazione, occorre incrociare, soprattutto oggi, il sentimento dei cittadini, il loro disagio. Se in questa fase c’è una “missione” del Pd è quella di unire spirito civico e politica, comunità e coalizione. Chi intende impegnarsi, dentro e fuori i partiti. Evitando che il civismo venga cannibalizzato dal M5s. Se il fenomeno astensionistico indicato dai sondaggi “tiene”, il vero killer del civismo potrebbe essere proprio Beppe Grillo.

Noi dobbiamo sapere che i risultati dipenderanno da quello che faremo e da come lo faremo, soprattutto in queste ultime tre settimane. In ogni prova conta l’equipaggiamento, come affronti la sfida, non dare nulla per scontato, non sottovalutare mai gli avversari, né l’inedito confronto tripolare che è in atto, in questo momento, anche nelle nostre comunità. Il centrodestra è in crisi ma c’è. Il M5S vive sul territorio le contraddizioni tra il mondo della rete e il comando autoritario del capo, ma, in parte, cerca tuttora di essere interprete della “pancia” del Paese. L’ultima cosa da fare è pensare di avere già vinto, significa dare un messaggio di smobilitazione.

Questo, al contrario, è il momento di una convinta mobilitazione. Dell’adoperarsi per un’altra Europa e per un’altra Italia a partire dal protagonismo delle sue comunità locali. Il risultato dipende dall’impegno di tutti. Per una forza come il Partito Democratico questo significa stare tra la gente, nelle piazze delle nostre città, nei banchetti, nei mercati, davanti ai luoghi di lavoro. Sono elezioni che si giocano anche sul territorio, nei comuni medi e piccoli della provincia, nella dimensione dei paesi, nei gruppi di persone che si fermano a parlare per strada o davanti al Municipio. Web certo, Tv certo, manifesti certo, volantini certo, ma anche il gusto unico delle parole e degli sguardi, del dialogo diretto, all’altezza degli occhi. Si sta lavorando così. Non è un referendum su nessuno, tantomeno sul governo. E’ un’occasione preziosa per un Paese che vuole uscire dalla palude e contare di più davanti ai propri cittadini oltre che in Europa.

Intanto sabato 17 e domenica 18 è prevista una mobilitazione nazionale del PD con circoli aperti e punti informativi in tutte le principali piazze del Paese. Ma già questo fine settimana in Emilia-Romagna si sta lavorando per il massimo impegno. Invitiamo i circoli, le unioni, i candidati, i nostri iscritti, ad intensificare le iniziative e la presenza. Perché solo un nuovo incontro tra comunità e politica potrà dare slancio e forza a ciò che serve al governo locale nei prossimi anni.



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