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Enti Locali. Macciantelli: "Emilia-Romagna: cantiere delle riforme"

23 aprile 2014

Pubblicato in: Dichiarazioni

Dichiarazione di Marco Macciantelli, responsabile Enti Locali del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna.

"Sino a qualche anno fa i Comuni in Emilia-Romagna erano 341. Poi 7 Comuni della Val Marecchia, a seguito di referendum, hanno chiesto di entrare a far parte della nostra Regione, arrivando a 348 Comuni.

Nelle elezioni del prossimo 25 maggio, però, i Comuni al voto per le europee saranno solo 340, grazie a ben quattro fusioni di Comuni, compresa quella più importante, in Val Samoggia, da cui nascerà il quinto Comune della provincia di Bologna per dimensionamento demografico.

La riforma del sistema istituzionale locale è più avanti di quanto si pensi e si dica. Almeno in Emilia-Romagna. Accanto alle fusioni procedono le Unioni anche grazie alla legge regionale del 21 dicembre 2012.

Contestualmente il governo Renzi sta promuovendo un superamento del bicameralismo perfetto per un Senato delle Regioni e delle autonomie, con un radicale cambiamento delle vecchie Province che, nella provincia di Bologna, porterà alla nascita della Città metropolitana dal 1° gennaio 2015.

Un pacchetto di riforme pensato per produrre migliori servizi e maggiori risparmi, voluto dal Partito Democratico, perché quando passi dalle parole ai fatti, sul campo delle riforme, a tirare la palla in avanti, rimane solo il Partito democratico.

Attualmente nella nostra Regione sono già realizzate 43 su 46 Unioni, quasi tutto il territorio regionale, più del 90% della popolazione regionale.

La verità è che, in questo come in altri ambiti, si confrontano due opzioni possibili: cambiamento o conservazione. Il Pd non si nasconde le difficoltà nel promuovere e nel portare a termine trasformazioni importanti, ma intende con convinzione credere nel cambiamento. Altri scelgono posizioni di chiusura, come tutto il centrodestra. Altri ancora predicano il cambiamento, ma quando si tratta di provarci davvero, si tirano indietro, come il M5s.

Oggi più che mai la prospettiva è quella della riforma del sistema istituzionale: non solo per risparmiare, ma anche per fare di più con meno e per sostenere la credibilità di un paese che vuole tornare a crescere.

Il termine "laboratorio" rischia di creare solo dei fraintendimenti. Lasciamolo stare. Qui, semplicemente, il "cantiere delle riforme" è qualcosa di sentito come utile da tutto il sistema, come istanza, dal basso, per una nuova stagione del governo delle comunità".



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