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Abbiamo i candidati. Ora i programmi

14 dicembre 2008

Pubblicato in: Attualità

guarda la videointervista a Salvatore Caronna

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Incontrando i giornalisti a Bologna nel pomeriggio  del 17 dicembre, il Segretario regionale del PD Salvatore Caronna ha tracciato un bilancio sul percorso di partecipazione appena concluso, illustrato le priorità del Partito per i prossimi mesi, e commentato il difficile momento dell'intero Paese. Di seguito riportiamo una sintesi dei principali temi affrontati durante la conferenza.

Il vantaggio di avere i candidati in campo
"Provo una grande soddisfazione, perché in Emilia-Romagna il PD sta mettendo in campo i propri candidati per le amministrative 2009. È un fatto politico di notevole rilevanza: ora disponiamo di un vantaggio oggettivo, un lasso di tempo congruo per lavorare serenamente e costruttivamente sia per la definizione delle coalizioni politiche, sia per la elaborazione dei programmi elettorali nella e con la società. Il centro destra invece mi sembra ancora in panne nell'individuazione delle candidature".

Primarie ed assemblee territoriali: metodi diversi, stessi risultati

"A Modena, Reggio Emilia e Parma, seguendo metodi più tradizionali, le assemblee territoriali hanno individuato le candidature. A Bologna, Ferrara, Forlì e Cesena, e in alcuni comuni più piccoli, si è invece usato il metodo delle Primarie e lo stesso avverrà, nel mese di gennaio, in altre realtà locali. Già oggi si può tracciare un bilancio molto positivo. Le Primarie hanno rappresentato in particolar modo una innovazione radicale rispetto al passato, e sono state anche una occasione utile per far conoscere più e meglio i candidati e la classe dirigente del PD. Tornando ai due metodi scelti, entrambi hanno funzionato molto bene. Tutte le candidature sono molto competitive e in grado di dare un contributo significativo alla vita politica e istituzionale dei nostri territori".

Una buona partecipazione e la rottura di un tabù

"Nonostante la diffidenza di molti, la partecipazione al voto in tutte le realtà è stata molto buona, e ha mostrato il tratto civico di un partito sorretto da una grande organizzazione di cittadini al servizio della comunità. Non solo: il nostro elettorato si è mostrato molto più avanti di alcuni analisti, smontando con i fatti la polemica sulla presunta veridicità delle Primarie. Chi ha votato non si è chiesto da dove venivano i nostri candidati, ma se e quanto fossero in grado di fare quello che ci si aspetta da loro. In questo senso direi che si è rotto un tabù: d'ora in avanti nessuno potrà rivendicare appartenenze per sostenere le proprie posizioni. Tutti dovranno misurarsi con le proprie capacità".

Territori: il momento dei programmi
"Il risultato elettorale adesso va capitalizzato, confrontandosi nei territori con le altre realtà politiche e con la società per costruire programmi e alleanze. Vedo che alcuni analisti cominciano a far circolare organigrammi e casellari da riempire con nomi e cognomi. Io dico al contrario che all'attribuzione degli incarichi ci si penserà nel momento opportuno, ossia dopo le elezioni, che intanto andranno vinte con il massimo impegno da parte di tutti noi".

Il PD per il nord: più e meglio della Lega

"I partiti dellle regioni del nord promuoveremo una iniziativa politica forte sulle tematiche che più stanno a cuore ai cittadini. Il 9 gennaio ci riuniremo a Milano, con tutti gli amministratori e i segretari del PD delle regioni settentrionali, per confrontarci sull'impatto della crisi nord, che è al momento il territorio più penalizzato da quanto sta succedendo. Durante i lavori vogliamo elaborare proposte, ma anche denunciare l'imbroglio della Lega, corresponsabile a pieno titolo col resto del Governo di politiche tutt'altro che a favore del nord. Dovrebbero spiegarci ad esempio come fanno a tollerare che da Roma sono stati elargiti 200 milioni di euro a Catania, città amministrata fino a poco tempo fa dal medico personale di Berlusconi, per tamponare le falle di un bilancio disastroso. O ancora perché tacciono sul progetto scellerato del ponte di Messina, e dove sia finita tutta la loro enfasi sui temi della sicurezza, dopo che a quasi 10 mesi dall'insediamento, il Governo non ha fatto niente in materia". 

L'agenda del PD Emilia-Romagna

"Il PD Emilia-Romagna continuerà il proprio ciclo di conferenze tematiche. Dopo gli appuntamenti sul lavoro, la scuola  e la crisi economica, tutti molto positivi, a febbraio ci confronteremo anche con esperti e professionisti stranieri sulle questioni dell'ambiente. Sempre a febbraio, Bologna ospiterà l'assemblea nazionale di tutti gli amministratori locali del PD".

La questione morale nel PD

"Pur mantenendo ferma la presunzione di innocenza, c'è bisogno di una reazione molto forte, che non ceda a indulgenze né sottovalutazioni nei confronti di quanto sta accadendo, e che punti innanzitutto sul recupero di uno stile e di una sobrietà dello stare in politica. Già dalla Direzione nazionale del 19 dicembre daremo una risposta chiara in tal senso. Quanto alle varie regole di cui si è parlato in queste ore, l'unica cosa che mi viene da dire è che sarebbe ideale se in linea di massima non ci fossero più commistioni tra ruoli di partito e ruoli istituzionali. È un metodo che qui in Emilia-Romagna è stato sostanzialmente praticato, e che ha dato buoni risultati".

Il momento del PD e la crisi del Paese

"Il PD non sta sicuramente attraversando il suo momento migliore, ma il tema serio è il destino del Paese, e su questo forse ci si interroga troppo poco: da 20 anni la cultura egemone della destra e del berlusconismo, e l'azione della Lega, hanno corrotto e devastato l'Italia. Occorre perciò che il PD cresca e si caratterizzi sempre più come una grande forza nazionale, capace di coniugare al massimo enunciazioni e pratiche, e in possesso di grandi energie morali per portarci fuori da una crisi che è insieme economica, sociale, culturale e appunto morale. L'Emilia-Romagna, in questo contesto, è ricca di esperienze che hanno saputo tenere insieme capacità di innovazione, coesione sociale, diffusione del benessere e redistribuzione della ricchezza, permettendo ai nostri territori di reggere la sfida della globalizzazione, mentre il resto del Paese perdeva posizioni. Ciò detto, non è di nomi provenienti da una regione anziché da un'altra che occorrerà discutere: tutte gli sforzi devono essere dedicati ai programmi e alle linee politiche".

Emilia-Romagna: miglioriamoci ancora

"A Bologna e in tutta l'Emilia-Romagna si vincerà se si avranno a cuore le sorti di territori che sono ai vertici in tanti settori, ma che avvertono il bisogno di una classe dirigente in grado di aiutarli a migliorare ulteriormente queste posizioni. La nostra missione deve essere questa: migliorare ancora l'Emilia-Romagna".




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