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Nasce la Consulta Giustizia del PD dell'Emilia-Romagna

14 novembre 2008

Pubblicato in: Interviste

Allegati 1 - Il volantino di presentazione dell'iniziativa "I costi e i tempi della giustizia in Italia e in Europa"

Paolo Trombetti, da dove nasce l'idea di costituire la Consulta Giustizia del PD dell'Emilia-Romagna?
La Consulta nasce dalla volontà del PD emiliano - romagnolo di contribuire alla formazione degli indirizzi politici nazionali in materia di giustizia. Noi ci proponiamo di essere interlocutori dei diversi momenti di attuazione del principio di giustizia nel nostro territorio in questa fase di estrema crisi del settore. Per questo, abbiamo deciso di raccogliere la sfida che abbiamo di fronte, dando vita a questo nuovo strumento di elaborazione che potrà contribuire al lavoro che il governo ombra del PD sta portando avanti.

Quale sarà il vostro contributo alle politiche del PD in tema di giustizia?
L'obiettivo è quello di cercare di proporre soluzioni adeguate al delicato momento che sta attraversando la giustizia nel nostro Paese. Il nostro compito sarà quello di indicare le soluzioni che il PD E-R intende proporre per affrontare la crisi sia sotto il profilo dell'efficienza - con l'attuazione dei principi costituzionali del giusto processo - sia per quanto riguarda gli assetti istituzionali.

Anche di questo si parlerà nel corso del convegno I costi e i tempi della giustizia in Italia e in Europa", in programma a Parma lunedì 17 novembre?
Certo, l'esito del convegno ci consentirà di sottolineare come il problema della dotazione di mezzi e di strumenti sia la prima priorità da affrontare, garantendo, ad esempio, un miglioramento dell'utilizzo delle tecniche informatiche. Ma porremo al centro del dibattito anche la necessità, almeno per quanto riguarda la giustizia penale, che il Parlamento indichi criteri equi di priorità sui reati da perseguire. Questi contributi saranno di sicuro aiuto per la conferenza nazionale sulla giustizia del PD nazionale, in programma a Roma il 21 novembre prossimo.

Conferenza nella quale si parlerà anche delle politiche del Governo in tema di giustizia...
L'atteggiamento dell'attuale Governo in tema di giustizia è gravemente pernicioso. I tagli che sono stati operati, come in tanti altri settori, sono dovuti - nella più benevola delle ipotesi - alla sottovalutazione dell'importanza di un adeguato stanziamento di fondi per garantire l'efficienza del sistema giustizia. A causa di queste politiche noi oggi ci troviamo a dover affrontare tempi processuali insopportabili ed assistiamo ad una sempre maggiore divaricazione tra chi può permettersi di affrontare le spese di un processo di lunga durata e chi non ha le possibilità economiche per poterlo fare.

E sul piano locale, quali sono le ricadute che questi tagli provocano al sistema giustizia della regione Emilia-Romagna?
Il sistema di giustizia emiliano-romagnolo è del tutto inadeguato rispetto al tessuto sociale e allo sviluppo che abbiamo raggiunto. Se noi consideriamo la giustizia un servizio, e la paragoniamo ad altri servizi garantiti dal sistema regionale, vediamo che c'è un divario enorme, che non possiamo riempire se non con una politica di respiro sovraregionale che sappia contrastare i tagli imposti dal Governo.

Una politica che, come suggerito dal titolo del convegno di Parma, dovrà anche andare oltre i confini italiani...
Noi non possiamo più ragionare in una logica interna ma in un ambito che vede l'Italia come stato membro dell'Unione Europea. Se vogliamo integrarci con i sistemi istituzionali degli altri stati, dobbiamo renderci conto che l'Europa non può essere soltanto un lontano obiettivo ma deve essere impegno concreto e attuale, mettendo a confronto ciò che avviene nel nostro Paese rispetto ad altri e verificando se soluzioni adottate altrove possano essere di aiuto anche qui.

Per concludere, dopo questo primo incontro dedicato ai costi e ai tempi della giustizia, quali sono le prossime iniziative presenti nell'agenda della Consulta?
Nel mese di gennaio organizzeremo un incontro per confrontarci e discutere sui temi dell'ordinamento giudiziario ed in generale dell'assetto istituzionale della giustizia. La data non è ancora stata decisa. Ciò che è certo è che  la Consulta proseguirà quotidianamente il suo lavoro di elaborazione di proposte e di idee per arricchire il dibattito nazionale con i contributi e le esperienze dell'Emilia-Romagna.



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