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Partito Democratico - Emilia-Romagna
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Cambiamento e solidarietà per rimettere in moto il Paese

21 settembre 2008

Pubblicato in: Feste

“La mobilità sociale è un tema centralissimo, da iscrivere nel cuore del Partito Democratico”. Così Pier Luigi Bersani dalla Festa di Bologna, dove nel pomeriggio di sabato 20 settembre si è intrattenuto con Filippo Taddei e Federico Mucciarelli, due degli studiosi emiliano-romagnoli di economia e temi sociali, tra i fondatori del centro di iniziativa politica “Merito ed Equità” (leggi la news). A fare gli onori di casa, Salvatore Caronna, Segretario regionale del PD Emilia-Romagna, in seno al quale è stato istituito il centro.

L’Italia è uno dei Paesi d’Europa con la maggiore forbice tra i redditi, e allo stesso tempo con uno dei tassi di mobilità sociale più bassi, ha esordito Bersani. Ben venga perciò il massimo impegno sulla parola merito, ha proseguito, purché ad essa si accompagni sempre il termine equità. “Perché, se a parole tutti siamo a favore del merito – è stata la sua chiosa – occorre capire cosa si intenda esattamente col termine”. E se esso significa senz’altro permettere ai giovani di emergere e di vedere valorizzati i propri sforzi e talenti, lo è altrettanto che da solo, “non può descrivere interamente le persone”. “Penso ai due milioni di ragazzi vittime della dispersione scolastica, o alle donne che spesso devono abbandonare il lavoro perché, pur in presenza di una parità nominale, si scontrano con una realtà ben più dura”, ha spiegato il Ministro Ombra all’Economia, sottolineando che per correggere simili ingiustizie sociali è assolutamente doveroso pensare a meccanismi di solidarietà e sostegno che permettano a tutti di avere le stesse condizioni di partenza.

Per evitare che merito si traduca in parte anche in esclusione, occorre perciò trovare una “sintesi popolare tra una idea di sinistra sociale e liberale”, ha proseguito Bersani, sostenendo che il Partito Democratico dovrà seguire questa rotta, e ragionare a fondo su come cambiare il welfare per dare risposta ai nuovi e fondamentali bisogni sociali di oggi. È tempo perciò di rivedere programmi e strategie, introducendo ad esempio meccanismi di ammortizzazione sociale, accorciando i drammatici tempi di ingresso nel lavoro, e ancora sostenendo l’innovazione in tutti i settori, dalla formazione personale dei giovani, al vissuto delle piccole e medie imprese.

Temi e direttrici d’azione sui quali potrebbero cimentarsi i nostri enti locali nei prossimi anni, è stata la sua proposta, e che chiamano direttamente in causa un Partito Democratico chiamato a far capire a tutto il Paese che la parola cambiamento, per quanto inevitabilmente generatrice di ansie e timori, “è l’unica che potrà permetterci un domani di stare tutti un po’ meglio”. È qui emerge tutta la differenza rispetto alla destra, ha aggiunto Bersani. “Loro la parola cambiamento non l’hanno mai pronunciata né in campagna elettorale, né ora che sono al Governo”. Questo perché si fanno portatori di interesse di chi ostacola cambiamento, e si illude di poterlo evitare racchiudendosi nelle corporazioni e nei propri privilegi. Ma se è facile rassicurare le corporazioni a parole, ha spiegato Bersani, lo è molto di meno riuscirci coi fatti, e col passare degli anni questo scollamento tra parole e realtà sarà sempre più evidente.

Il PD, al contrario, dovrà sottolineare gli aspetti postivi della parola cambiamento, ma allo stesso tempo rassicurare, ha concluso Bersani. Merito, liberà, opportunità e abbattimento dei privilegi sono parole che potranno infatti avere un senso, una presa sulla maggioranza del Paese, solo se si saprà coniugarle con il massimo rigore nella difesa di bisogni e diritti fondamentali quali la salute, l’istruzione e la sicurezza, "che non è possibile lasciare in balia del mercato". Libertà e solidarietà, cambiamento e rassicurazione, merito ed equità: è nella sintesi tra questi termini, solo apparentemente antitetici, che si gioca la sfida del Partito Democratico dei prossimi anni. E con essa, ha lasciato intendere Bersani, lo stesso destino del Paese.


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