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Il PD va in montagna: "stiamo con la gente che il governo ignora"

9 febbraio 2011

Pubblicato in: Interviste

Non chiediamo assistenzialismo. Anche la montagna deve saper competere. Ovviamente, pero, deve essere messa in condizioni di sfruttare al meglio - con incentivi fiscali e sostegni di varia natura - le sue vocazioni: turismo, ambiente, energie rinnovabili. Cosi Alessandro Govi, sindaco di Busana, municipio di 1.300 persone su1l'Appennino reggiano, dà la sua ricetta per sostenere un territorio - quello montano, appunto - che il governo ha dimenticato da un pezzo.

"Le comunità montane? Possono essere facilmente superate con le Unioni di Comuni - spiega Govi, che non é certo per la moltiplicazione delle poltrone -, con cui si possono razionalizzare le spese, fare progetti mirati". Come ad esempio le 6 piccole centrali idroelettriche, per cui le amministrazioni de1l'Alto Appennino reggiano hanno chiesto "per la prima volta" le concessioni e che utilizzano griglie già esistenti sui fiumi Secchia e Ozola. Insomma, "è grave che ai Finanziamenti debba supplire la Regione, ma invece di dare 100mila euro sarebbe meglio che lo Stato offrisse defiscalizzazioni per i giovani che aprono un'attività sui nostri territori", sintetizza Govi. Infrastrutture e difesa del suolo sono tra le priorità per Sandra Focci, primo cittadino di Vergato, quasi 8.000 abitanti nel Bolognese. "Il Servizio ferroviario metropolitano è sempre un problema - elenca Focci -, il cadenzamento ogni mezzora arriva solo fino a Sasso Marconi, mentre doveva già coprire anche Vergato e Porretta Terme". Poi c'è una serie di opere che rischiano di restare a meta perché "il patto di stabilita impedisce di fatto tanti investimenti: ad esempio il sottopasso tra il parcheggio scambiatore e il centro del Paese e la ristrutturazione di case di edilizia pubblica, che cosi non possiamo assegnare".

Dei problemi e delle opportunità dei territori montani dell‘Emilia-Romagna si parlerà all'attivo regionale PD della montagna, che si terra sabato pomeriggio, al termine della manifestazione di chiusura della prima Festa della montagna al palazzetto "Enzo Biagi"di Lizzano in Belvedere (Bologna). "Il governo ha azzerato la montagna - commenta Giorgio Sagrini, responsabile della Montagna per il PD regionale -, cancellandola dall'agenda politica del Paese. I Comuni e le Unioni sono riusciti a fare i bilanci solo grazie all'intervento della Regione". L'obiettivo e ridurre il divario con i Comuni di pianura, che hanno la vita semplificata in molti aspetti:"infrastrutture, banda larga, mantenimento di servizi come gli uffici postali e le scuole, battaglia contro il dissesto idrogeologico e la difesa del suolo", insiste Sagrini. In questo contesto, non certo roseo, il PD intende farsi carico del problema: "dal Piacentino alla Val Marecchia ("annessa" di recente all‘Emilia-Romagna, ndr) governiamo in 91 dei 134 Comuni collinari e montani - elenca Sagrini - e abbiamo 12mila iscritti democratici, oltre ad aver raggiunto il 37% alle ultime regionali. Quando si parla di radicamento sul territorio credo significhi questo, altro che quello, sbandierato, della Lega Nord".

Andrea Bonzi, l'Unità - mercoledì 9 febbraio 2011


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