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Per una profonda riforma dello Stato e delle Autonomie

11 ottobre 2010

Pubblicato in: Relazioni e documenti politici

Allegati 1 - Per una profonda riforma dello Stato e delle Autonomie (integrale)

(SINTESI DEL DOCUMENTO)

Le idee del Pd su federalismo, risorse e riordino dei poteri
È necessario rimettere sui giusti binari la riforma autonomistica, guardando a essa non solo come un passaggio ineludibile sul cammino del riassetto politico-istituzionale e del risanamento della finanza pubblica: essa è anche uno strumento essenziale per la ripresa economica, per una più forte competitività del sistema Italia, per assicurare la coesione sociale.
1) Dobbiamo pensare a rafforzare l’azione degli Enti locali nelle zone più difficili del Paese con meccanismi di sostegno “fra pari” (diffusione delle migliori pratiche tra Comuni, Provincie e Regioni) e di affiancamenti propriamente federali (non solo poteri sostitutivi, ma strumenti di governance condivisi)
2) Gli obiettivi più volte sbandierati dal governo, il riordino delle competenze, la semplificazione dei livelli amministrativi, il risparmio virtuoso della spesa aggregata sono stati tutti disattesi. Al di là di qualche fiammata demagogica, che non ha esitato a cavalcare le più negative campagne di delegittimazione dei poteri locali e regionali, i risultati sono nulli. È il federalismo delle chiacchiere, non dei fatti concreti

Partiamo dai cittadini

La riforma autonomistica è tutt'altro che un derby fra gli amministratori dello Stato e quelli delle autonomie. Bisogna mettere al centro della riforma il cittadino, il bisogno di regole, di semplicità, di partecipazione. È l’occasione per migliorare le istituzioni e, al tempo stesso, per coinvolgere i più ampi strati della cittadinanza, e in particolare i giovani, le donne e il volontariato.

Lo Stato dimagrisca a Roma e nei territori
A Roma e nei territori lo Stato deve riorganizzarsi e dimagrire notevolmente. Esiste una grande quantità di uffici, sedi decentrate, rappresentanze varie di ministeri, agenzie statali e enti parastatali che assorbono risorse ingenti in modo improduttivo e talvolta si sovrappongono alle competenze locali.

Superiamo duplicazioni e confusioni
La riforma deve ottenere il superamento delle duplicazioni, delle sovrapposizioni di competenza, della confusione di ruoli tra Stato, Regioni ed Enti locali. Purtroppo ancora siamo lontani da questo traguardo.
Non inseguiamo l'ideale astratto e non praticabile di liste rigide di competenze separate tra i diversi livelli istituzionali. I poteri concorrenti non sono una maledizione se ben congegnati e gestiti nell'ottica della leale cooperazione interistituzionale.

Rigore e sobrietà nella politica e nella Pubblica Amministrazione
Il sistema delle autonomie che risulterà da questa riforma dovrà essere meno costoso di quello che si è consolidato fino a oggi, senza far mancare le risorse per i servizi essenziali.
Noi difendiamo strenuamente il valore e la dignità delle istituzioni, degli amministratori e dei lavoratori pubblici, della rappresentanza politica democratica contro ogni campagna populistica e strumentale. Proprio per questo il Pd propone senza esitazione l'esigenza di sobrietà e di rigore nell'uso delle risorse. E con essa l'urgenza di individuare soglie oggettive di riferimento (nazionali e internazionali) cui agganciare i limiti massimi di spesa per il governo locale, per la rappresentanza, per l'amministrazione attiva.
Proporremo anche meccanismi di responsabilità individuale e collettiva in caso di
sforamento di questi tetti.




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