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"Partiremo ovunque dall'alleanza di centrosinistra"

7 agosto 2010

Pubblicato in: Interviste

Di certo non è un agosto di riposo quello del segretario regionale del PD, Stefano Bonaccini. La situazione politica nazionale, il “caso” Bologna, il tentativo di tirar fuori il partito dalle difficoltà e disegnare una rotta convincente: non c’è proprio spazio per le vacanze. Forse, qualche giorno con la famiglia sotto Ferragosto. Poi dal 20 la sua agenda è di nuovo piena. Ma non c’è in quell’agenda «alcun incontro fissato con Guazzaloca».

Bonaccini cominciamo dalla videogaffe di Donini sui possibili candidati sindaco del Pd. Caso chiuso per davvero?
«Mi pare proprio di sì. E quella vicenda non sposta di una virgola le decisioni prese all’unanimità dalla Direzione del partito».

Che sarebbero?
«A settembre in tutti i 41 Comuni dove si voterà il Pd avvierà un confronto con la società per definire le idee programmatiche da offrire poi ai candidati sindaco e alle loro coalizioni».

Altre fabbriche del programma, cantieri?
«No, ma un partito che ascolta, aperto a ogni contributo serio».

Ma che dovrà cominciare anche a scegliere i candidati sindaco...
«Laddove dovremo scegliere nuovi candidati e non ci sono nomi che vanno bene a tutti, faremo le primarie di coalizione. Abbiamo già proposto ai nostri alleati due possibili date: 5 o 12 dicembre».

Un election day delle primarie?
«Esattamente. A meno che non si debba andare a votare in autunno. In quel caso, è chiaro che si aprirebbe uno scenario del tutto nuovo e il partito dovrebbe scegliere la strada migliore per affrontarlo».

Parliamo di alleanze. A Roma Bersani dice discutiamo con tutti pur di liberarci di Berlusconi. E in Emilia-Romagna, a Bologna?
«Sulle alleanze, come sulle candidature, bisognerà valutare caso per caso, Comune per Comune, perchè non c’è una situazione omogenea. Dopo di che, in linea di principio noi vogliamo partire dall’alleanza di centrosinistra che ha vinto le ultime regionali».

Si parla di possibili alleanze con i civici, addirittura i finiani?
«Le alleanze si dovranno scegliere caso per caso. Ed è evidente che bisognerà tenere conto dell’evoluzione del quadro politico nazionale, avere attenzione anche a ciò che si muove nelle forze e nei movimenti civici interessati al confronto con noi».

Significa che a Bologna state pensando a Guazzaloca?
«A Bologna l’alleanza la decideranno i bolognesi. Ma se nascerà una forza civica di centro che vuole dialogare con noi invece che con la destra, perchè mai dovremmo non andare al confronto? La differenza la faranno poi i programmi, le idee per Bologna».

Ma lei chiamerà Guazzaloca?

«Non ho alcun incontro in agenda con Giorgio Guazzaloca».

Lei dice, la differenza la faranno i programmi. Ma par di capire che ora la stiano facendo i nomi dei possibili candidati sindaco...
«Ribadisco che la discussione sui candidati la faremo dopo l’estate».

Ma è vero o no che, sotto sotto, il Pd sta cercando un’alternativa alla candidatura di Cevenini?
«Ripeto: io non partecipo al toto nomi. Non è questo il momento di discuterne. Credo invece di non dover ribadire la stima che ho per Maurizio, visto che fui io a proporlo come capolista in Regione».

Intervista di Claudio Visani, L'Unità, sabato 7 agosto 2010


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