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Sviluppo e coesione sociale, il PD riparte dai municipi

17 maggio 2010

Pubblicato in: Iniziative pubbliche

Allegati 1 - Il manifesto dell'iniziativa
2 -
Il volantino dell'iniziativa

Link articolo PD nazionale: "Contro la crisi ossigeno ai comuni"

Una piazza gremita ha accolto Pier Luigi Bersani, giunto a Bologna, lunedì 17 maggio per la giornata nazionale di mobilitazione degli Enti Locali, promossa dal Partito Democratico in quattordici regioni d'Italia (clicca qui per vededre le foto).

È toccato a Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD ER, esordire sul palco di Piazza Nettuno. E il segretario ha cominciato con un pensiero rivolto ai militari italiani caduti in Afghanistan, seguito da un minuto di silenzio rispettato con compostezza dagli oltre 2mila cittadini e amministratori presenti.

"Il governo parla di federalismo ma mette in ginocchio gli enti locali" ha ammonito, e i tagli si abbattono in maniera più pesante sui comuni virtuosi "come accade qui in Emilia-Romagna". Occorre reagire, per il segretario, "non ci interessa la polemica fine a se stessa, noi siamo l'alternativa" e, ribadisce, "vogliamo fare proposte per il futuro del Paese". E il modo migliore per informare i cittadini sui progetti e le idee per uscire dalla crisi non può che essere la piazza. Il PD deve tornare a parlare con i cittadini, ed essere presente su temi importanti, come quello degli Enti Locali, che toccano da vicino la vita di tutti. Per questo Bonaccini ha ribadito l'importanza dell'iniziativa di mobilitazione lanciata dal PD, ringraziando amministratrici e amministratori presenti in piazza per il loro impegno quotidiano. Infine, il segretario ha rivolto un appello a "smascherare" le politiche della Lega, che nascondendosi dietro la bandiera del federalismo, propina ai cittadini ideologie demagogiche, che non trovano il minimo riscontro nelle politiche attuate a livello nazionale.

Il presidente della provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli ha incentrato il suo intervento sul rapporto tra Enti Locali e governo. "La forza della regione Emilia-Romagna - ha ricordato - si basa su una filiera produttiva capace di coniugare sviluppo e coesione sociale", i tagli del governo stanno mettendo a rischio questo sistema. Non solo, Bernazzoli, in seconda battuta, ha denunciato la politica di palazzo Chigi per quanto riguarda la questione del Po. I 180 milioni stanziati, infatti, sono stati trasferiti per "sanare i debiti e le inefficienze delle amministrazioni vicine al centro destra" lasciando sole le regioni, le provincie e i comuni del bacino. "Non è questo il federalismo che vogliamo", ha concluso.

Di patto di stabilità e competitività dei comuni ha invece parlato Irene Priolo, sindaco di Calderara di Reno (BO). Insistendo sulla necessità di investire nei servizi pubblici e denunciando il discorso demagogico sui costi della politica, Priolo, ha ribadito che "i comuni possono fare tanto ma questo ci viene impedito". Servono investimenti per il lungo periodo, "noi crediamo nel servizio pubblico", ha concluso, "ma il patto di stabilità ci impedisce di agire con efficacia".

"È un'iniziativa importante che non si ferma oggi ma che proseguirà nelle prossime settimane". Così Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD, ha cominciato il suo intervento a Bologna. La mobilitazione ha infatti riguardato ben quattordici regioni, coinvolgendo migliaia di amministratori e cittadini in un progetto che mira a informare sui tagli che l'esecutivo nazionale ha imposto ai governi locali del nostro Paese. Comuni e province non sono i "nemici" dipinti dalla propaganda del centro destra, sono invece i "protagonisti della politica vera che si confronta quotidianamente con la gente". "Occorre ricostruire un rapporto più saldo tra Enti locali e governo" e, per farlo, "si deve partire dai municipi".

"Che il patto di stabilità sia un danno per il Paese è una cosa ormai acquisita". Non usa giri di parole Vasco Errani per definire la situazione in cui versano i comuni italiani. "I nostri sindaci - ha proseguito - ci chiedono un patto più flessibile", perché solo in questo modo sarà possibile rilanciare le economie locali. "Noi del PD dobbiamo essere protagonisti su questo punto" ha ammonito il presidente della regione, "chiedendo con chiarezza al governo quale sia lo stato delle finanze del Paese". Il centro destra non ha una politica industriale mentre "qui in Emilia-Romagna abbiamo messo in campo un patto per attraversare la crisi che grazie ad accordi tra lavoratori, imprese e parti sociali ci ha permesso di creare un'altra idea di sviluppo di questa società". Una società, prosegue Errani, che si basa sulla coesione sociale, capace di avvalersi del volano positivo generato dall'economia verde e di un vero federalismo. Non quello proposto dalla Lega, ma uno "serio", sul quale "noi, assicura il presidente, siamo pronti a discutere". Infine un accenno al valore delle istituzioni. "Non possiamo pensare a comuni, province e regioni come a irrilevanti pesi morti" - ha concluso Errani - "esse sono il luogo in cui tutti i cittadini, specie i più deboli, possono riaffermare i propri diritti". "E questo, per noi, è un valore irrinunciabile".

Anche Pier Luigi Bersani ringrazia, dal palco, i tanti sindaci presenti in piazza "nessuno sa bene come un sindaco - queste le sue parole - cosa sia questa crisi, loro ce l'hanno tutti i giorni davanti alla porta del municipio". Sono le cellule del tessuto produttivo e sociale del Paese, le uniche in grado di "far ripartire la crescita", aggiunge il segretario. Ma il governo sembra non rendersene conto, anzi, taglia in maniera indiscriminata mettendo in difficoltà chi quotidianamente si impegna per risolvere i problemi dei propri concittadini. L'attacco di Bersani è diretto: "ci hanno raccontato che i conti dell'Italia erano a posto e ora siamo costretti a misure speciali per non finire come la Grecia", non solo, "hanno tagliato gli investimenti in opere pubbliche nel bel mezzo della crisi, lasciando a casa 200mila lavoratori del comparto edilizio". "La nostra ricetta è diversa", il PD vuole promuovere la crescita senza però dimenticare l'equità sociale. Difficile farlo tra le "autostrade per la corruzione" del PDL e gli "autonomisti del week end" della Lega, ma il partito "è pronto a cogliere la sfida", Bersani ne è sicuro. E chissà che questo percorso non parta da Bolzano (i risultati dello spoglio sono arrivati in diretta nel corso della manifestazione, ndr), dove "ad una destra che predicava odio e divisone sociale" si è contrapposta "l'alternativa, fatta di proposte vere, e di una politica che non lasci indietro nessuno". "Le idee del PD sono queste - conclude il segretario - e dobbiamo esserne fieri".
 
clicca qui per leggere l'articolo "Contro la crisi ossigene ai comuni" sul sito del PD nazionale






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