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Innovazione e coesione sociale per uscire dalla crisi

18 febbraio 2010

Pubblicato in: Elezioni 2010

Allegati 1 - il manifesto dell'iniziativa
2 -
il documento sui temi dell'economia e del lavoro realizzato dal PD ER in vista della Conferenza prorgammatica del 20 febbraio

Si riporta di seguito la sintesi degli interventi tenuti dai relatori in occasione dell'incontro "Lavoro e Impresa: una Regione che costruisce futuro", organizzato dal PD Emilia-Romagna il 18 febbraio a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, come appuntamento di proposta, confronto e ascolto in vista della Conferenza programmatica regionale del 20 febbraio.


clicca qui per vedere le foto dell'iniziativa

Gianluca Rivi, responsabile Economia del PD Emilia-Romagna
Il Governo è praticamente inerte di fronte alla crisi più grave del dopoguerra e non ha nessuna visione strategica del futuro. In Emilia-Romagna invece, col patto per attraversare la crisi sono stati messi sul tavolo 520 milioni di euro a sostegno dell'occupazione e della produzione. Questo ha permesso di salvare decine di migliaia di posti di lavoro, aumentare i fondi a sostegno delle persone in difficoltà, accrescere il credito per le imprese, e investire sui saperi e l'innovazione. Ora occorre proseguire, creando ad esempio un  marchio regionale che ci identifichi ovunque come un territorio altamente competitivo che punta sull'idea che il lavoro e il benessere devono essere un patrimonio  di tutti.

Luigi Mariucci, responsabile Lavoro del PD Emilia-Romagna

La nostra economia può affrontare la crisi solo puntando sulla qualità. Il Governo fa però l'esatto contrario, azzerando le misure introdotte dal Governo Prodi, aumentando il tasso di precarietà del lavoro e aizzando la divisione sociale. In Emilia-Romagna si punta invece sulla coesione sociale e sull'idea che impresa e lavoro non sono entità separate, ma devono cooperare per rafforzare la competitività del territorio. Il patto per attraversare la crisi si ispira a questo principio, ma da solo, senza un cambiamento delle politiche nazionali, rischia di non bastare. Per questo dobbiamo promuovere un modello alternativo a quello nazionale, proponendo con coraggio e spirito di innovazione una visione seria di federalismo che sfrutti con intelligenza tutte le competenze assegnate alle Regioni dal Titolo V della Costituzione.

Duccio Campagnoli, assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna

Dalle crisi si esce mobilitando le energie che ci sono nei territori e il PD dell'Emilia-Romagna,a anche con appuntamenti come questo, sta facendo un lavoro molto importante in tal senso. Da questa situazione non si esce invece contrapponendo le imprese ai lavoratori e puntando sulla riduzione del costo del lavoro. Occorre piuttosto rafforzare la coesione sociale, tutelando tutte le categorie e sostenendo i redditi. È quello che abbiamo fatto con il patto per attraversare la crisi: istituzioni, imprese e sindacati hanno deciso di salvaguardare la risorsa lavoro, e così abbiamo evitato il licenziamento di 30.000 lavoratori. Per uscire dalla crisi occorre anche nuova politica economica che punti sulla qualità. Per questo, nella prossima legislatura dovremo tenere insieme occupazione, lavoro e innovazione. Con la rete regionale dei tecnopoli, che dà lavoro a  1.500 giovani ricercatori, abbiamo cominciato a farlo. Dovremo proseguire su questa strada anche valorizzando il patrimonio industriale dell'Emilia-Romagna, innovando settori che sono già leader sui mercati internazionali, come la manifattura e la meccanica di precisione.

Stefano Bonaccini, segretario del PD Emilia-Romagna

Durante questa campagna elettorale la destra proverà sempre più a far passare l'idea che la politica è poco credibile. Noi dovremo rispondere mettendo in campo sobrietà, coerenza e buoni programmi. Lo facciamo ad esempio opponendoci a un nucleare diseconomico ed obsoleto e proponendo di investire con forza sulla green economy. La sfidante di Vasco Errani invece, pur dicendosi a favore del nucleare, dichiara che non sa se Caorso figura tra i siti selezionati dal Governo. Un altro esempio di ottima politica è il patto per attraversare la crisi. L'Emilia-Romagna è l'unica regione italiana ad avere realizzato una operazione di tale portata, e rispondendo nuovamente alla Bernini, che ha parlato di un sistema politico, economico e sociale in disgregazione, ricordo che questa politica è proprio il frutto di quel sistema che tanto denigra. Alle imprese e al mondo del lavoro chiediamo perciò di proseguire su questa strada: scriviamo un nuovo patto sociale analogo a quello che nel dopoguerra ci portò a competere con le regioni più avanzate del mondo. Abbiamo tutte le carte in regole per uscire insieme dalla crisi. Da questo punto di vista, la candidatura di Vasco Eerrani, figura politica di caratura nazionale, è il miglior biglietto da visita che possiamo presentare.

Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna

Il Governo sbaglia perché non cerca neanche di capire  che tipo di crisi stiamo affrontando, mentre l'Italia dà il meglio di sé solo quando riconosce e affronta problemi. Non solo: gli effetti più gravi della crisi devono ancora arrivare, e se non saremo capaci di costruire una nuova economia basata su tutti quei settori a massimo valore aggiunto, come la green economy, anche quando sarà passata non potremo tornare agli standard del passato. È quanto stiamo cercando di fare in Emilia-Romagna, mettendo al centro del patto per attraversare la crisi il lavoro e la formazione. Sempre puntando sulla coesione sociale, dovremo ora riconoscere e affrontare altri problemi. L'Emilia-Romagna deve proporsi come il motore di una nuova Italia e promuovere se necessario anche grandi battaglie culturali controcorrente. Penso alla costruzione sempre più indispensabile della società multietnica, contrastando il razzismo e la xenofobia; alla realizzazione di un welfare che metta al centro le persone e garantisca sempre e comunque servizi di altissima qualità; e alla lotta alla criminalità organizzata. Occorre insomma una nuova visione comunitaria per contrastare il diffondersi di tutti gli egoismi.
A livello nazionale intanto e c'è un'enorme emergenza: tra qualche mese, finita la cassa integrazione bislacca voluta dal Governo, mentre in Emilia-Romagna grazie al patto per attraversare la crisi si riuscirà ad andare avanti, non sapremo cosa accadrà altrove. Chiediamo perciò di prorogare la cassa integrazione ordinaria nell'immediato, ma anche un confronto con tutte le forze dell'imprenditoria e del lavoro per arginare l'inerzia di un Governo che è talmente distante dai problemi del Paese da inchiodare il Parlamento per mesi sui fatti personali dei propri esponenti. Così come abbiamo fatto in Emilia-Romagna, ragioniamo tutti assieme anche a livello nazionale per creare nuovi ammortizzatori sociali, dotare finalmente questo Paese di un piano industriale e di una politica energetica seria, che vada ben oltre la soluzione sbagliata del nucleare, e investire con forza sui saperi.
In attesa di risposte da Roma, in Emilia-Romagna faremo una campagna elettorale tra la gente, sporcandoci le mani per capire e affrontare davvero i suoi problemi. Lo faremo però anche rivendicando i nostri tanti, ottimi risultati. Agli elettori della Lega, ad esempio, ricorderemo che votano per l'azionista di riferimento del Governo più centralista degli ultimi 30 anni, e che mentre altre regioni governate dalla destra guidano la classifica nazionale sulla corruzione, qui in Emilia-Romagna siamo orgogliosissimi di essere in coda.



Località: Casalgrande (RE)

Teatro De Andrè



La mappa - "Casalgrande":


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